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Tenuta Luisa
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Il territorio

I nostri vini provengono dall’area DOC Friuli Isonzo. La denominazione si deve al fiume che attraversa la parte orientale del Friuli Venezia Giulia, l’Isonzo, e comprende un territorio che va dalle morbide colline del Collio e del Carso fino al mare Adriatico.
Il Friuli Venezia Giulia, che si estende dalle Alpi alla costa adriatica, è caratterizzato da paesaggi molto vari. Le montagne hanno forme aspre ma altezze modeste, mentre le colline sono dolci e digradano lentamente verso la pianura e poi il mare.
L’area gode di un clima unico, dovuto alla confluenza di due venti: la Bora, freddo e pungente e lo Scirocco, più caldo e umido, proveniente dal mare. La maturazione dell’uva è così lenta e costante, e il risultato sono uve più concentrate e meglio bilanciate, con aromi e gusti più ricchi. La latitudine è la stessa del sud della Borgogna e della Willamette Valley in Oregon.

TIPOLOGIA DEL SUOLOPianeggianti, con ghiaie miste a calcari decalcificati

ALTITUDINE35/50 M s.l.m.

MORFOLOGIA DEL TERRITORIOPianeggiante

La zona è caratterizzata da terreni argillosi, ma anche calcarei e ciottolosi. La tipologia del suolo, che influisce sull’assorbimento di acqua e minerali, e i microelementi presenti, in particolare alluminio e ferro, conferiscono al vino un gusto unico, fedele al terroir d’origine. Tenuta Luisa si estende su entrambi questi suoli: questo ci permette di ottenere il giusto bilanciamento tra struttura e acidità, e di produrre vini con la mineralità tipica della zona DOC Friuli Isonzo.

Dalla terra al vino: i Ferretti

Quando nel lontano 1927 Francesco Luisa piantò i vitigni di Merlot e Cabernet, il significato di parole come resveratrolo e polifenoli gli era sicuramente oscuro. Certo è che su quelle terre rosse, poste al centro di un triangolo compreso fra Farra d’Isonzo, Medea e Cormòns, il Merlot ed il Cabernet avevano davvero una marcia in più. Il motivo si chiama “ferretti”, come i vini della nostra selezione.
I ferretti si formano quando il substrato ghiaioso si confonde con il terreno coltivato, dando origine a una decalcificazione della superficie che forma la terra rossa, che deve il particolare colore agli idrati di ferro liberi. Dalle uve prodotte su questi particolari terreni nascono così grandi vini rossi da lungo affinamento e vini bianchi particolarmente strutturati e longevi.
Scopri I Ferretti

I vigneti

Nel punto più alto dell’edificio che ospita le nostre cantine abbiamo voluto una sala panoramica da cui guardare tutto il nostro vigneto. Da qui, l’occhio si perde tra i filari e arriva fino all’orizzonte dove si susseguono, come una corona, le colline del Collio, l’altopiano del Carso e il colle di Medea.

I nostri vigneti si trovano in parte vicino a Cormôns, area ideale per la coltivazione di vini bianchi, freschi e fruttati, e in parte nella zona di Mariano e Corona, più vocata ai vini rossi.

FORMA DI ALLEVAMENTOGuyot monocapovolto

DENSITÀ5.000/6.000 piante per ettaro

RESE80/100 quintali per ettaro

TECNICHEInerbimento spontaneo del vigneto

IRRIGAZIONEDefogliatura, diradamento dei grappoli

Siamo convinti che la qualità del vino abbia origine in vigna. Usiamo impianti fitti, con cinque-seimila ceppi per ettaro, su terreni inerbiti. In estate eliminiamo i grappoli che non saranno usati per la vinificazione per migliorare la qualità della produzione. Ci serviamo dell’irrigazione goccia a goccia, l’unica che rispetta l’equilibrio idrico della pianta, ed eseguiamo la sfogliatura manuale.
Le nostre rese per ettaro sono basse, in questo modo otteniamo un’uva sana dall’elevata gradazione zuccherina naturale, ideale per dare struttura e longevità al vino senza perdere in freschezza.
Per i vini più leggeri eseguiamo la vendemmia anticipata, mentre su altri filari seguiamo la maturazione tardiva. Ogni appezzamento è vinificato separatamente e solo alla fine facciamo i tagli per mantenere il giusto rapporto tra struttura e acidità.

L’ottimo lavoro in vigna ci consente di usare basse dosi di solfiti in produzione. I nostri vini non superano gli 80 mg/l: meno dei vini biologici, che per legge possono raggiungere fino a 100 mg/l per i rossi e 150 mg/l per i bianchi.